Anatoly Dmitrenko

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Scritto da Administrator
Mercoledì 13 Maggio 2009 12:35

L'articolo del critico d’arte A. Dmitrenko “ Raccolte di pitture e disegni di Natalia Repina” San Pietroburgo, 2006.

Giugno 2002 (l'articolo per l'apertura della mostra personale a Bologna)
“Brevemente, posso descrivere l'attività creativa della pittrice,come un desiderio di rendere i movimenti dell'anima e di riflettere le impressioni di vita reale multidimensionale su una tela bidimensionale con i relativi limiti e vantaggi, usando colori e forme. Indubbiamente, l'attività creativa della pittrice si sta sviluppando continuamente e si può osservare nelle sue opere appartenenti a periodi diversi. Sta cercando il suo linguaggio personale della pittura, traendone ispirazione dai maestri impressionisti, dalle pitture di Cezanne e, naturalmente, prende spunto anche dagli insegnamenti della scuola di arte russa nelle prime pitture postlaurea. Nelle sue opere del periodo successivo l'apparenza del suo linguaggio plastico si può notare in particolare, nella serie “maternità„ e pitture a pastelli… vorrei precisare che il titolo delle sue mostre personali “l'anima dell'impressionista “contiene il credo creativo della pittrice... John Helleyn 2002.

“ Trasmettere il moto dell’anima …„
Così il critico d’arte John Helleyn concepisce la creatività di Natalia Repina. Probabilmente questo è il desiderio di ogni artista. È importante, in questo caso, scoprire le specificità d’arte dell’artista menzionato. Considero pertinente l’espressione data nell’intestazione, Natalia Nikolayevna mira a trasferire le impressioni di vita reale, multidimensionale e semplice, nella tela bidimensionale con le relativi limitazioni e vantaggi, che permettono di rendere per sempre vita d’anima, con l’aiuto dei colori e delle forme. Si può affermare che il riferimento costante alla realtà è la fonte principale, impulso efficace per la trasformazione poetica di tutto ciò che il singolo vede. Infatti, questa è la caratteristica principale dell'artista. Di conseguenza non cercherò di identificare la creatività di Repina con nessun’altra corrente d’arte conosciuta. Le sue opere mostrano segni della scuola di pittura del paesaggio lirico russo, esempi dell’influenza impressionista e capacità meditazionali,vengono percepite dal gruppo artistico “Bubnovij Valet„. Ci sono convinzioni dell’alta scuola d’arte dell'Istituto Accademico di pittura, scultura e architettura “Ilya Repin” a Leningrado,(S.Pietroburgo),dove Natalia Repina ha ha studiato dal 1985 al 1991. Il suo professore, l’artista eccezionale Boris Ugarov, nella sua arte ha inglobato la maggior parte delle correnti della cultura mondiale e del luogo. La gamma di colori delle sue opere è vastissima e da espressività figurata. Poteva creare opere cariche di dramma, ritratti magnifici e paesaggi malinconici. In queste opere, la scena, la composizione, la pittura ispirata dalle emozioni ha preso forma sulla tela. Le opere che ritraggono interni e le grandi tele sono simili. Boris Sergeyevitch Ugarov aveva condiviso il proprio sapere e la propria esperienza con gli allievi e aveva dato molto a Natalia Repina per la sua formazione creativa. A proposito, Nikolay Nikitovitch Repin, padre di Natalia, professore e artista russo, ha collaborato con lui. Quindi, la professione di artista per Natalia è, in un certo senso è ereditaria. Inoltre, quell'atmosfera creativa in casa Repina per molti aspetti era stata creata da Valentina Ivanovna, madre di Natalia. Secondo il padre di Natalia, lei ha avuto “una capacità innata di percepire l'arte, di comprendere tutte le sue sfumature„. Le sue valutazioni erano fondamentali per i due artisti - padre e figlia. L'arte di Natalia Repina è riconoscibile, come l'arte di suo padre. Non necessita di parole, non si allude a nessuna affinità con delle correnti pittoriche. La sua personalità di artista si è sviluppata in seguito alle esperienze in luoghi diversi, che hanno permesso la realizzazione delle sensazioni e delle emozioni provate in quei luoghi, tramite immagini e del suo diario personale. Potrei citare solo qualche frase“. Un villaggio vicino a Vologda, la Crimea, l'Accademia (Istituto chiamato in seguito Repin-A.D.) e l'Italia… hanno lasciato impressioni vive e profonde nella mia vita interiore e, ovviamente, nella mia creatività. Un villaggio vicino a Vologda… i primi ricordi: pinete, alberi secolari, funghi in cestini enormi, cespugli pieni di lamponi, foreste vergini,oscure ed impenetrabili. Sono stata al mare in Crimea a 12 anni, appena iscritta al primo anno di scuola d’arte e cominciavo a disegnare “correttamente„. Era una rivelazione sensazionale, piena di luce, di calore, di colori luminosi che vanno alla deriva nelle tinte chiare del cielo e del mare. Studiare all'Accademia - ho avuto un'esperienza positiva nel disegno, è uno dei vantaggi del sistema dell'Accademia. Come per migliaia di artisti dei secoli passati - l'Italia è stata per me la fase finale del processo di formazione (che è ancora in corso)… là ho ricordato la gioia di dipingere a colori, di vedere con i miei occhi quello che i geni nati in questa terra hanno riportato su tela. Spero di avvicinarmi, prima o poi, ai segreti della loro maestria…. Tuttavia, la traccia più profonda risale al Pyatigorsk, nel Caucaso, luogo in cui Natalia Repina stava raccogliendo del materiale per la sua tesi di laurea sul duello mortale tra Milhail Lermontov e Nikolay Martinov. I due hanno combattuto il 15 (o il 27) il luglio 1841 ai piedi della montagna Mashuk vicino a Pyatigorsk. Nell’opera presentata per la tesi di laurea,le rocce quasi verticali, le ombre su di loro e la zona di luce sembrano trasmettere la tensione associata alla tragedia che sta per compiersi. Lo spazio illuminato che divide i duellanti è efficace dal punto di vista emotivo. Tutto è teso. La vista dell’opera suscita tensione, così come il paesaggio, il contrasto di luce e ombra, la proporzione delle figure e l'immagine del poeta nell’atto di sfidare la morte. Sembra che ogni particolare dell'immagine faccia presagire quello che il contemporaneo descriveva: „il colpo è stato sparato e Lermontov è caduto a terra come un birillo, la pistola scarica gli è rimasta in mano. Una nube nera avanzava lentamente all'orizzonte, allo scoppio del temporale i lampi scandivano a gran voce “la sua memoria vivrà per sempre„ per Christian Michael scomparso di recente…. Per il centocinquantesimo anniversario dalla morte del geniale poeta russo, la tesi ha reso in modo convincente l'atmosfera dell'evento. Per la giovane artista è diventato un punto di riferimento per comprendere l'essenza di un evento, per renderlo al meglio e suscitare emozioni. Così Natalia Repina ha cominciato con la pittura storico- biografica, poi i paesaggi, le nature morte, i ritratti e gli interni sono diventati i protagonisti della sua creatività. Tuttavia, le caratteristiche della forma espressiva, della capacità di intendere lo spazio come un ambiente plastico carico di significato ed emozioni, la sensazione della natura come fenomeno spirituale, mostrerebbero le tecniche e i generi diversi verso cui l'artista si sarebbe orientata. Già nelle opere studentesche si può vedere il lavoro risolutivo sul disegno,cosi come ricorda nelle sue note Natalia Repina. Si riferiva agli studi di disegno accademico. Tutto questo lavoro si percepisce in plasticità ed espressività dei tratti, la comprensione del ruolo di un gesto,movimento,di una posizione,nella capacità di sentire e creare volume e forme. In futuro il disegno avrà un ruolo fondamentale nella creatività di Repina, non solo in quanto genere indipendente di arte,ma anche come disegno nella pittura o disegno a pastello. Senza perdere in chiarezza,austerità ed energia della forma, il disegno entra organicamente insieme con colore a costruire la composizione dell’immagine.Quindi, i paesaggi, svolgono il ruolo importante nella creatività di Natalia Nikolaevna così come nella creatività di suo padre. Un paesaggio non solo rende riconoscibile il posto raffigurato, ma anche la natura in tutta la sua fisionomia,concorde con i monumenti, così come nelle vedute del palazzo di Vorontsovsky in Crimea, come pure nei paesaggi di Mikailovskoie (tenuta di A.S. Pushkin, ed ancora nei paesaggi di S.Pietroburgo, trasportando la bellezza unica,migliorandola,ritoccando palazzi ed ambiente. Repina definisce la distesa del fiume di Neva (“Lungo fiume di Neva"), una sensazione di ampiezza maestosa, che si associa perfettamente all'immagine della “capitale nordica”. Già è stata accennata, l’intuizione dell'artista riguardo il ruolo delle linee nello spazio. Questa qualità è stata importante per la rappresentazione di un paesaggio in cui l’ampiezza, il punto di vista, l’accostamento dei colori suscitano emozioni. Per esempio, la composizione “aperta” conduce man mano verso il fiume che scorre al lato della montagna (“Teberda"), suscitando percezioni avvincenti di gioia,di incontro, talmente importante che stimola l’immaginazione. Questo ampio spazio aperto si potrebbe contrapporre allo spazio intimo ma che ci trascina nel suo rifugio,come ad esempio nell’opera a pastello “Pomeriggio sul Reno”. In quest’opera è evidente la padronanza della tecnica a pastello, di un appropriato uso del colore che suscita emozioni ed evidenzia la maestria nel tocco e nella raffigurazione della natura. Natalia Repina sa trasmettere su tela, le stagioni attraverso il paesaggio e anche originalità ed espressività dei luoghi che ha visitato. In primo luogo, i paesaggi meravigliosi della Crimea, in cui tutto si mescola: rocce volutamente verniciate dei colori del Mar Nero, una casa in Alupka imbiancata dalla luce del sole e le vie della Crimea che si rivestono delle tinte bluastre e delicate come una calda tessitura. Le vedute italiane (“Paesaggio italiano“,”Lago vicino a Roma”,”Febbraio sul lago di Bracciano vicino a Roma") sembrano attimi in cui una gamma di colori si fonde nelle tonalità di blu chiaro. Significativo, che la voglia di ricchezze di sfumature nelle soluzioni cromatiche porta la pittrice ad usare molto spesso tecnica pittorica a pastello. I paesaggi dipinti da Repina mantengono attenzione senso reale e freschezza, come ad esempio “Le montagne di Pushkin. Nubi.”, in cui le emozioni sono concentrate e coinvolgenti. La tela è piena di maestà e di austerità. Questo sottolinea ancora una volta, che la grandezza di un'immagine non è determinata dal suo formato.

“Il grande rivela in piccolo„
“Godi della distesa fino alla fine”.
Nella bella Pskovsky
le nubi infinite veleggiano lentamente. Sembra
siano le stesse che il poeta potrebbe aver
visto
e poteva trovare le parole più adatte per descrivere
l’amore,la patria,la Russia, la sua cara terra natale che vivrà per sempre nei cuori.*

Stessa attendibilità appartiene a piccoli paesaggi come “Porticello”,”Bagni”,e “Novgorod”,molto chiari nella struttura del disegno,composizione e sobria gamma pittorica. Tra le opere paesaggistiche di Repina ce ne sono alcuni con caratteristiche romantiche. Come ad esempio, “Tramonto”, “Collina d’inverno”, “La tempesta”. Sono diverse nella rappresentazione delle stagioni, ma queste opere di piccole dimensioni piene di armonia cromatica – un fiume calmo destate o uno spazio colorato dalle tinte della neve sotto il cielo blu.

“C’è armonia di suoni
e colori.
Per l'artista c’è al contempo
angoscia e felicità„.

L’acquerello “La Tempesta„ è molto espressivo: Il cielo si muove minaccioso come una creatura vivente, le nubi si addensano con quelle più chiare e tutto sembra reale: la terra, gli alberi, il cielo e gli uccelli hanno vissuto lo stesso impulso. L'artista ha un’opera rilevante “La foresta dei miei ricordi”. Dalla sensazione che si percepisce osservando quest’opera ci fa ricordare le parole che aveva scritto la pittrice nel suo diario. Ma anche se non ci fossero state queste stesse parole, la foresta, aperta ed invitante, con le file degli alberi sotto le cime dei quali noi rivolgiamo con uno sguardo verso l’infanzia dell’artista, ma anche verso la nostra. Così la sensibilità dell’artista si avvicina alla nostra. E’ forse questo il desiderio di un artista ? La pittrice potrebbe aver detto:

“Tutti inconsapevolmente apriranno gli occhi,
come scrisse il poeta Rubtsov.
La spiaggia della Crimea, il lago vicino a Roma,
Steppa e foresta, picchi delle rocce blu scuro.
Ma, a volte, come per le fiabe e per le leggende,
nella vita vengono sempre negati
e spunta improvvisamente “la foresta delle memorie„
come una fonte di vita„.

L’opera “Lillà “(1997) si può come ponte fra un paesaggio e una natura morta. Questa tela è molto luminosa, chiara, piena di luce, come quasi tutte le nature morte di Repina. I fiori in un vaso di vetro su una superfice chiara, si trovano nello spazio verde degli alberi, come se si volesse eliminare la contrapposizione di natura intatta e fiori recisi.Tuttavia, le nature morte di Natalia Nikolayevna nascono così, come se rinnegassero il concetto “di morte della natura„ (natura morta). Una natura che continua a vivere nell'arte, nelle pennellate dell’artista, negli accostamenti armonici di colore, che non solo esalta ogni fiore del mazzo, ma ci fa ricordare la loro bellezza per sempre. Per quanto riguarda le altre opere “Fiori primaverili “, “Rose “, “Bouquet di lillà “Rose gialle” e le nature morte “Begonia alla finestra“ e “Fiori alla finestra “, presentano uno spazio distante da case, giardini, e il cielo azzurro, sono così raffinate che sembrano offuscare lo spazio con la loro bellezza, perfezione e fragranza. I paesaggi e le nature morte create da Repina vengono dettate dall’accoglimento spirituale umano, a volte dritto collegate ad altre opere, per esempio, nelle tele “Ragazze in un giardino di lilla “,Bagnanti “. Nel quadro “Bagnanti”,Il corpo umano nudo con la sua naturalezza sembra avere la stessa essenza della natura. Il nudi sono dipinti magnificamente, con le luci, cogliendo gli attimi, manifestano bellezza umana e pittorica. „ Generalmente, Il “Nu„ di Repina vengono creati con grande cura e raffinatezza. Gli accessori chiari sono stati scelti con gusto, per colore e materiale. Sembra che si fondano nelle vibrazioni cromatiche o riflessi magnifici dello specchio. Questa specie di altra forma di esistenza di un modello che conferisce armonia della perfezione e bellezza in diversi forme fenomeniche. Un'intera serie di ritratti della Repina è caratterizzata da individualità e trasposizione delle esperienze di vita. „Il ritratto di un uomo anziano “è interessante. La semplicità dell'apparenza non facilita affatto la chiarezza e la psicologia rappresentata dall'immagine. “Il ritratto di Sveta “è molto espressivo, c’è una ragazza esile e raffinata ritratta con delicate sfumature, l’ambiente dai toni tenui ben si sposa con le sfumature scelte per la protagonista. Il modo di meditare con aria distratta, forse sognante, tipico dell’infanzia, viene reso perfettamente. Il ritratto“Bimba”, è allo stesso tempo commovente e attuale, come se fosse un piccolo Natale (come si vede dalle immagini tradizionali). È interessante l’immagine di un sacerdote. La sua figura chiara, avvolta dalla nebbia, con delle campane sopra di lui, contrappone la vita terrena e la vita ultraterrena, generando un'atmosfera adatta per la meditazione,e il titolo “Pensieri„ è perfetto per l’opera. Natalia Repina riesce anche nel ritratto di interni,dove dimostra Il suo talento di pittrice,e la capacità di saturare e arricchire di spirito lo spazio chiuso. Le opere “Portico interno rurale“, e “Stufa rurale” sono state eseguite con attenzione, con amore, abilità, che sono identiche ai luoghi e agli oggetti reali. Gli interni di un museo alla memoria di Dostoyevsky sono eseguiti alla perfezione. Gli appartamenti differiscono per arredamento e per colori, creando involontariamente l'effetto “presenza “. Non solo perchè viene rappresentato un luogo legato al nome dello scrittore viene raffigurato anche in virtù dell’autolimitazione, una soluzione pittorica che suscita emozioni. Con l’effetto presenza l’interno sembra far rivivere il passato attraverso segni materiali e spirituali. Gli interni, riferiti alla vita di Alexander Pushkin sono stati dipinti con conformità del posto. C’è “Lo studio del poeta”,“Interno in Petrovskoye “,, la “Vecchia tenuta Russa„. Qui colori e proporzioni sono diversi. Sono associati involontariamente con la poesia di Pushkin. E, infine, “l’interno di una chiesa (La preghiera) “è solenne, ampio, pervaso della luce reale e spirituale tipica di un tempio. Questa tela è stata creata con l’anima ed è pervasa di spiritualità, così come molte altre opere di Natalia Nikolayevna Repina. Questa è la caratteristica principale, la sua originalità come persona e artista. La capacità di ereditare la creatività conformemente alla propria visione e di applicare le tradizioni artistiche- è una virtù indispensabile per un artista professionista.

  • (*) poesia dal A. Dmitrenko

 

02.07.2006.
Anatoly Dmitrenko
Stimata personalità di cultura della Russia. 
Critico e storico d'arte, museologo. Membro della Associazione Internazionale dei critici d'Arte, dell'Unione d' Artisti della Russia,dell'Unione dei giornalisti della Russia.

Professore dell'Accademia dell'Arte Industriale e Artigianale Schtiglitz di S.Pietroburo. Maggiore esponente del reparto di ricerca scentifica d'Arte del Museo Statale Russo di S.Pietroburgo.

Ultimo aggiornamento ( Domenica 18 Ottobre 2009 09:02 )